I RESPINGIMENTI ILLEGITTIMI DEL GOVERNO ITALIANO E GLI STRUMENTI DI CONTRASTO: IL CASO OSMAN E ALTRI, UN’AZIONE STRATEGICA

12 aprile 2016 ore 12.30

Associazione della Stampa Estera in Italia

Via dell’Umiltà, 83/C – Roma

Amnesty International Italia e Associazione Studi Giuridici per l’Immigrazione (ASGI) invitano alla conferenza stampa “I respingimenti illegittimi del governo italiano e gli strumenti di contrasto: il caso Osman e altri, un’azione strategica” per illustrare come far fronte alle violazioni del diritto di asilo di cui ogni persona è titolare e quali strumenti legali sono a disposizione della società civile per contrastare prassi che non lo rispettano.

Interverranno

-Cristina Cecchini, avvocato, Associazione Studi Giuridici per l’Immigrazione (ASGI)

-Gianni Rufini, direttore generale, Amnesty International Italia

-Padre Mussie Zerai, Agenzia Habeshia

Nel 2009-2010, il governo italiano si è reso responsabile di diversi respingimenti ai danni di numerosi rifugiati, intercettandoli in mare mentre tentavano di raggiungere l’Italia e riconsegnandoli alle autorità libiche, senza identificarli né consentire loro di presentare richiesta di protezione internazionale.

Una volta in Libia, queste persone sono state portate in prigione dove hanno subito violenze e trattamenti inumani e degradanti; alcuni, riusciti a uscire, hanno tentato nuovamente di attraversare il Mediterraneo, qualcuno vi è riuscito, qualcuno invece ha perso la vita nel tentativo di raggiungere la salvezza, altri ancora hanno preso la via del deserto e si trovano in Israele, senza alcuna forma di riconoscimento né di protezione, esposti al rischio di detenzione indefinita o di rinvio in Ruanda o in Uganda.

L’Italia è già stata condannata, nel febbraio 2012, dalla Corte europea dei diritti umani per questa prassi illegittima e ha dovuto risarcire le vittime di uno di questi tanti respingimenti. Ad oggi, tuttavia, persistono gli effetti di tali violazioni da qui l’esigenza di un’azione strategica di tutela finalizzata anche a garantire l’accesso protetto in Italia attraverso il rilascio di un visto umanitario.

Il 12 aprile Amnesty International Italia insieme ad ASGI (Associazione Studi Giuridici per l’Immigrazione) presenterà l’azione strategica che, nell’attuale contesto europeo, assume un particolare rilievo.

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Immigration detention in Israel: yearly monitoring 2015 – Hotline

E’ online il nuovo rapporto di HRM (Hotline Refugees and Migrants) sulla detenzione amministrativa dei migranti in Israele.

E’ possibile scaricarlo qui: immigration detention in Iserael 2015 – Hotline

HRM è stata fondata nel 1998 come un’organizzazione non-profit di difesa dei diritti di migranti e rifugiati in Israele. Si occupa di assistere persone vulnerabili, in particolare coloro che sono detenuti nei centri di trattenimento per migranti in questo paese.

 

 

Push and back – Part I

Nel 2009 le autorità italiane hanno respinto decine di migranti, molti dei quali richiedenti asilo, consegnandoli alle autorità libiche dopo averli intercettati in alto mare ed averli in un primo momento tratti in salvo. Il respingimento ha comportato per loro la prigionia presso le note carceri libiche di Zuwarah, Towisha, Misurata e Zawiyah, dove sono stati rinchiusi anche per molti mesi per la sola ragione di non essere in possesso di un titolo di soggiorno. Alcuni di loro, nel tentativo di raggiungere l’Europa, dove avevano intenzione di richiedere la protezione internazionale sono rimasti bloccati in Israele, un paese che seppure formalmente ha aderito alla Convenzione di Ginevra sullo status di rifugiato in realtà offre poche garanzie ai richiedenti asilo. Anzi, molti richiedenti asilo, soprattutto provenienti dal Sudan e dall’Eritrea, rischiano ogni giorno di essere rimpatriati nei propri paesi d’origine.

Per approfondire leggi la scheda “La protezione internazionale che non c’è

Push and back – Part II

La Corte Europea per i Diritti dell’Uomo ha dichiarato illegittimi i respingimenti effettuati dalle autorità italiane verso la Libia con la sentenza CASE OF HIRSI JAMAA AND OTHERS v. ITALY. ASGI e Amnesty International hanno avviato delle azioni legali per chiedere che, nei confronti delle persone che in quel periodo sono state illegittimamente respinte dalle autorità italiane, venga riconosciuto il diritto al risarcimento del danno. Un risarcimento che viene richiesto sia per equivalente – con la liquidazione di una somma di danaro – che in forma specifica – attraverso il rilascio di un visto umanitario che consenta a chi si trova ancora fuori dall’Europa, di accedervi legalmente per poter infine richiedere il riconoscimento della protezione internazionale.

Leggi la Scheda di approfondimento sull’azione legale.